Mamma… mia!

Dietro alla bellezza che c’è nel pronunciare ‘mamma’ c’è anche la difficoltà di ricoprire un ruolo fondamentale e decisivo nella vita dei figli di tutti noi.

Se tra gli anni 60’ e 70’ la mamma era colei che si dedicava esclusivamente alla casa e a seguire nella crescita dei figli, attualmente le mamme si dividono tra la voglia di non perdere la spensieratezza della gioventù (le serate con le amiche, le cene, gli aperitivi e lo svago) e l’obbligo di doverci, invece, rinunciare almeno in parte, per il lavoro e la responsabilità genitoriale.

Ma cos’hanno in comune la mamma ‘tradizionale’ e quella ‘moderna’?

Su tutto la difficoltà a sintonizzarsi con le emozioni dei propri bimbi.

Perché?

C’è una regola che presiede ai processi umani: non possiamo dare se non l’abbiamo avuto. E così – inconsapevolmente – ripetiamo quello che è stato. Certo non proprio uguale ma simile o analogo. Come il remake di un film: la sostanza resta uguale, la forma cambia.

C’è però anche una buona notizia: gli studi più recenti di epigenetica e neurofisiologia dimostrano che, invece, possiamo cambiare la storia. Il DNA infatti si esprime in date condizioni e non meccanicamente come si pensava un tempo. Ecco, noi possiamo modificare il nostro comportamento con i nostri figli creando condizioni più favorevoli con maggiore accettazione che non vuol dire senza regole, ma con più amore.

L’altro aspetto è che nell’attuale mondo di tante possibilità le mamme di nuova generazione non rinunciano più a restare anche donne. Sbagliano? No.

É giusto godersi una serata con le amiche, una cena romantica con il marito o compagno come da fidanzati etc… perché solo prendendoti cura di te riesci a prenderti cura dei figli. Quindi, a educare all’amore chi ne ha un bisogno assoluto.

É certamente un compito difficile fare la mamma. Questo porta a farsi la domanda delle domande: sto facendo il bene o il male di mio figlio – figlia?

Un dubbio amletico la cui risposta richiede semplicemente equilibrio: essere sé stessi. I neonati, dopo pochi giorni di vita, hanno già la capacità di riconoscere 70 sfumature di sorrisi della madre, quindi non si può barare e non si può imparare a fare la mamma come seguendo un corso di cucina. Quindi basta ansia da prestazione.

Mamme lasciate i vostri figli e figlie liberi di esprimersi, ma ricordatevi di ripetere spesso che gli volete bene. Parlateci: i bambini sono quanto di più sano esiste. Domandategli come stanno, ascoltate col cuore la risposta, guardandovi negli occhi. Non dimenticatevi di chiedere se sono tristi, arrabbiati, impauriti o disgustati, la felicità gliela darete voi: abbracciandoli. Trenta secondi di abbraccio attivano la produzione di ossitocina e le carezze leniscono il dolore e i traumi. Mamma abbraccia e accarezza i tuoi figli lasciandoli liberi quando lo chiedono. Perché la mamma può tutto.

Auguri a tutte le già mamme e a coloro che lo diventeranno.

Sandro

Sandro_Anfuso

 

 

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